Perché dobbiamo studiare le tabelline?
Come le dobbiamo "sapere"?
Da dove parte la conoscenza?
Mi affido ad un racconto di Isaac Asimov
seguite il link
Le tabelline sono uno strumento di calcolo.
Ma anche molto altro!
Sono il primo confronto con lo studio di una regola di grande peso: non si tratta di una regolina di geometria ma di una vasta combinazione di regole.
Sono il primo approccio allo studio mnemonico: grazie a loro capiamo come sostenere la memorizzazione, se visivamente con uno schema, se oralmente con una rima o altro ancora.
Sono il primo sforzo costante per l'apprendimento: non basta leggere una volta per sapere, come non basta memorizzare una volta. Bisogna consolidare quotidianamente ciò che si è già appreso.
Le tabelline sono uno strumento indispensabile per la comprensione di argomenti di matematica e geometria che verranno affrontati successivamente.
Sono necessarie per procedere con la fattorizzazione
Sono necessarie per comprendere il raccoglimento a fattor comune
Sono fondamentali nei calcoli con i radicali
Sono basilari quando si parla di aree e volumi
…e molto altro ancora…
Per questi motivi vanno studiate senza tentennamenti.
Anche i bambini che non riescono ad impararle e che le sbaglieranno per sempre devono studiarle.
Senza frustrazione, senza riportare la mancata memorizzazione nella sfera dell'autostima.
Conoscerne il funzionamento è necessario e la loro "dinamica" può essere compresa solamente con l'uso quotidiano.
Dirottare sulla calcolatrice è un passo necessario quando il risultato numerico corretto è utile alla risoluzione di un problema o di un'espressione.
Ma quando il risultato della tabellina è fine a se stesso bisogna mettere la calcolatrice in un cassetto e fare da sé, ben consapevoli che il lavoro di studio in quel momento è molto più ampio.
Come studiare le tabelline a casa senza soffrire troppo?
Semplicemente dedicando a questo studio una decina di minuti al giorno come fosse un atto di igiene personale.
Farlo sempre senza sospiri o rimproveri, con il sorriso senza dare spazio ad alternative o compromessi.
Dando il giusto valore all'ottenimento del risultato corretto, quindi pretenderlo da quei bambini che sono in grado di apprendere, ma ponendolo in secondo piano per chi ha difficoltà, sottolineando la necessità di comprendere il meccanismo con il sostegno della tavola pitagorica.
Come fare in classe con le gare di tabelline?
L'interrogazione sulle tabelline è quanto di più noioso si possa pensare di fare, sia in forma scritta che orale.
Eppure una forma di verifica è indispensabile: chi studierebbe le tabelline per puro piacere se non ci fosse la necessità di riportare ciò che si è appreso in sede di verifica?
Molti docenti fanno leva sull'entusiasmo dei bambini per il gioco. Ebbene sì, molti bambini trovano divertente gareggiare con le tabelline e vincere. E studiano per arrivare primi. E più vincono e più studiano.
Per contro quelli che hanno difficoltà ad imparare si defilano dalle gare e, se costretti a partecipare non si sforzano nemmeno un po' per stare al passo e immancabilmente perdono. Non provano più a studiare. Diventa una tortura.
Come fare per conciliare il desiderio di primeggiare di alcuni con il bisogno di sentirsi al riparo da frustrazioni di altri?
Semplicemente non mettendo in conflitto le due necessità: si possono fare gare di tabelline ponendo diversi ruoli a seconda delle attitudini.
Vi sono vari ruoli da assegnare:
Un gruppo interroga, con maggiore o minore malizia sapranno scovare i fattori "difficili".
Un gruppo risponde, soddisfacendo alla necessità di gareggiare.
Un gruppo controlla con i propri tempi e i propri mezzi, magari appoggiandosi alla consultazione della tavola pitagorica.
Un gruppo tiene il conto delle risposte esatte, un controllo superficiale sul calcolo delle tabelline ma un primo passo verso la gestione di numeri e confronto della numerosità tra i vari punteggi raggiunti.
Un gruppo assegna il premio, incarico di prestigio per quei bambini che patiscono profondamente la gestione dei numeri e che rimarrebbero emarginati dall'intero gruppo classe. In questo modo devono entrare in relazione con i vincitori e gli altri partecipanti con un ruolo che può sviluppare, senza ostacoli, le loro attitudini comunicative.
…e tutti partecipano alla gara di tabelline.
Magari con un po' di gioia…che non guasta mai!
Cosa deve fare il tutor per sostenere lo studio delle tabelline?
Rendersi "disponibile" per un ripasso (obbligatorio) al termine di ogni lezione, come fosse un momento di scarico dalle tensioni e dallo sforzo per l'apprendimento.
Non caricare le tabelline di tensione emotiva: non cedere ai lamenti, non scomporsi di fronte ad un rifiuto.
Spiegare che tutti possono sbagliare, che tutti imparano con i propri ritmi.
Far presente che anche altri allievi sbagliano ma che tutti ce la faranno.
Sottoporsi per primi ad una interrogazione sulle tabelline da parte dell'allievo che assume un ruolo più "comodo" dovendo fare le domande e indagare sulle risposte.
Mal di Tabelline 1
Ho preso a carico un bimbo che era in quarta elementare. Non sapeva contare. Non sapeva calcolare.
Avevano detto "discalculico".
Croce sopra…
Non sapeva le tabelline. Non le aveva mai studiate (avevano detto che, in quanto discalculico, era dispensato dall'uso delle tabelline… aveva capito di essere dispensato dall'impararle e quindi non ci aveva mai provato) ovvio che non le sapesse.
Abbiamo iniziato a studiarle insieme a memoria e la memoria a lungo termine funzionava per un certo periodo, non molto, ma quel tanto che bastava per progredire.
Ha impiegato più tempo ad accettare che poteva provare a studiarle, che a studiare!
Non sapeva fare le somme ma le moltiplicazioni erano sempre giuste.
Non sapeva fare la sottrazione ma la divisione non aveva segreti.
Ha imparato ad usare la calcolatrice, bisogna imparare ad usare bene ogni strumento a disposizione ma solo quando serve. Molto spesso le moltiplicazioni le fa a mente perchè impiega meno tempo e fa meno fatica…anche se ogni tanto glielo devo ricordare…
È passato il tempo, i calcoli sono cambiati, i numeri sono più semplici, ha vissuto di rendita per un po' senza ripassare…ma la memoria quando è fragile non perdona e le sta dimenticando un po'.
Le ripasseremo nuovamente, a fine lezione, mentre aspetta che la mamma lo venga a prendere.
Basta trovare la voglia di insistere, ancora una volta.
Mal di Tabelline 2
Ho un bimbo con ADHD, fatica a concentrarsi e ha una memoria di lavoro fragile. Questo implica che, durante lo svolgimento di un calcolo, il processo debba essere sostenuto in modo da poter giungere alla fine senza interruzioni.
Tenere a mente i numeri non è cosa semplice.
Anche le tabelline sono un problema da sempre. Non le ha imparate perchè le dimenticava velocemente. Ad un certo punto ha smesso di provarci.
Abbiamo iniziato a lavorare con la tavola pitagorica e moltiplicazioni e divisioni sono diventate gestibili.
Ma guardare continuamente la tavola pitagorica distoglie l'attenzione dal procedimento di calcolo.
Gli ho proposto di ripassare le tabelline.
Ha avuto una crisi di pianto. Senza lacrime. Non dico che fosse un capriccio, era ansia e paura di misurarsi con una nuova sconfitta, qualcosa che lo avrebbe fatto sentire diverso dai compagni.
Ma come un capriccio l'ho trattato senza dargli troppo peso.
Gli ho dato in cambio la fiducia, o lui l'ha data a me. Gli ho detto che molti dei miei studenti sbagliano. Gli ho spiegato che studiare le tabelline, anche sbagliando il risultato, permette di capire in futuro le basi della fattorizzazione e molto altro ancora.
Gli ho spiegato che esercitare la memoria, anche quella più fragile, anzi soprattutto quella più fragile, è indispensabile.
Lo spingo durante le mie lezioni a ritrovare le tabelline nella sua memoria, abbiamo molti paracadute: la tavola pitagorica, la calcolatrice. Ma soprattutto la mia presenza e costanza che restituisce a lui un messaggio semplice: "ce la puoi fare!"
E non ha più paura di provarci!
Mal di Tabelline 3
Ho una bimba che deve fare gare di tabelline.
Non vince mai. Le hanno detto almeno di provarci e lei spara numeri a caso senza pensare, soltanto per dimostrare che si impegna.
Il suo silenzio non era visto bene. È stato frainteso. La lentezza nel recuperare i fatti numerici non è stata capita e ha bloccato l'apprendimento.
Abbiamo lavorato con vari strumenti per imparare 2×3 e 2×4.
Dopo un paio di settimane abbiamo potuto aggiungere 2×8 e 3×4.
Poi altre due e poi ancora un paio.
Nel frattempo abbiamo imparato a conoscerci ma soprattutto lei ha imparato che può imparare per poi dimenticare ma per poter imparare nuovamente.
Nel frattempo ha imparato a gestire la tavola pitagorica, con velocità e precisione.
Nel frattempo abbiamo preso gusto a registrare brevi video per mostrare ai genitori i progressi.
Nel frattempo quando lei recita la parte della studentessa che sa le tabelline ripete perfettamente quelle tabelline…le stesse che non riusciva ad impare.
Le dimenticherà ma le imparerà ancora una volta e ricorderà che può imparare…non deve fare gare ma può capire come gestire un argomento ostile.
Una serie di brevi video per lo studio e il ripasso delle tabelline.
Le tabelline sono un ostacolo non indifferente per tutti i bambini. Per gli studenti con disturbi di apprendimento sono una vera e propria grana. Bisogna sfruttare ogni mezzo a disposizione per metterli nelle condizioni di poter svolgere le moltiplicazioni.
Ma mi riferisco anche a tutti gli altri studenti, quelli senza disturbi e un po' pigrotti.
Filastrocche, ne potete trovare tantissime nel WEB... avete presente a quale mi riferisco se vi dico "risotto"? 6 per 8!! e mi raccomando che non sia scotto...
Ma quando non è sufficiente? Io trovo sempre utile ricorrere all'uso della Tavola Pitagorica.
Per i bambini con disturbi specifici è molto utile impararne il funzionamento e per farlo bisogna lavorarci e cercare di carpirne i segreti.
La tavola Pitagorica viene spesso data come strumento compensativo insieme alla calcolatrice.
Ci vuole esercizio anche per l'uso degli strumenti compensativi, quindi ponete la giusta attenzione a questa sezione. Insegnate ad usare la Tavola Pitagorica nel modo corretto e se volete seguite passo passo le istruzioni scritte nel mio libro "Sassolini per contare". A mio avviso è importante anche la sequenza con cui si imparano le tabelline. In questa sezione, con l'aiuto delle immagini del mio libro, vi fornirò la sequenza corretta di apprendimento e anche un file audio che potrete ascoltare dal cellulare quando vorrete (in macchina, prima dei compiti, mentre fate una passeggiata)...alla velocità opportuna: lentissima per apprendere, normale per consolidare, veloce per misurarne la comprensione quando non ci sono disturbi specifici.
Cosa c'è nel file audio? Ci sono io con i miei numeri. Buon ascolto!!
Tabellina del 10
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